LA TREMENDA LEGGE

I Super Poteri di un Uomo Normale - Gustavo Rol
La Tremenda Legge
Novembre 1925, dall'agenda personale di Gustavo Rol: "Ho scoperto una tremenda legge, che lega il colore verde, la quinta musicale e il calore. Ho perduto la voglia di vivere. Non scriverò più nulla."
Nelle pagine seguenti, troviamo una sola parola ripetuta tante volte: incubi, incubi, incubi…
C'è una città segreta che vive sotto il velo del visibile, tra luci e ombre, tra bene e male.
E c'è un uomo che questa città la attraversava con passi silenziosi: il suo nome è Gustavo Adolfo Rol.
Non portava mantelli, né simboli. I suoi segni distintivi erano gentilezza, eleganza, silenzio e quel profumo fresco e raffinato con note di borotalco, che anticipava sempre il suo arrivo.
Erano proprio quei silenzi a contenere la promessa di cose che nessuno osa pronunciare, che pochi sanno spiegare, che qualcuno ha provato a screditare, ma che lui ha sempre custodito con la riservatezza dell'anti-divo e di chi operava per missione e non per fama o per denaro.
La sua storia comincia a Torino, il 20 giugno del 1903. Cresce immerso nei libri, nell'arte, nella tensione tra visibile e invisibile.
E, prima che il mondo sappia pronunciare il suo nome, Rol sperimenta l'impossibile.
Carte che trasmutano o attraversano tavoli di legno. Pagine di libri chiusi, lette a comando, anche se custoditi su librerie di case distanti migliaia di chilometri da lui. Oggetti che emergono dal nulla o attraversano pareti.
Il tutto, davanti a testimoni trattenuti dal respiro, durante le serate organizzate a casa propria o di amici, dove si svolgevano quelli che lui chiamava "esperimenti", tra dubbi che si spaccavano come vetri colpiti da pietre lanciate contro.
Ma non era lo spettacolo a interessare Gustavo Rol, per quanto si divertisse a sorprendere e ammaliare i suoi ospiti, il suo fine ultimo era risvegliare le coscienze e dimostrare che siamo esseri infiniti che si autoimpongono limiti che non esistono. L'attraversamento della soglia, quella che lui chiamava aldilà, ma che non è lo stesso aldilà contenuto nei programmi mentali instillati nelle nostre credenze e convinzioni più radicate.
C'è qualcosa durante queste serate che seduce più degli stessi fenomeni, ed è la domanda che rimane nelle menti di chi osserva: "Chi è quest'uomo?" Un abilissimo prestigiatore in grado di compiere magie per tutta la vita senza mai fallirne uno e senza mai essere smascherato? O forse un essere con poteri sovrannaturali? E perché Rol ribadiva di essere un uomo comune che aveva semplicemente osato liberare la mente dalle sue catene, come qualunque altro uomo avrebbe potuto fare?
Nel corso della sua vita, Rol evitò il confronto con prestigiatori, illusionisti e mentalisti.
Rifiutò anche, che i suoi "esperimenti" fossero sottoposti a ricerche scientifiche. Anche se molti di coloro che lo mettevano in discussione e guardavano al suo operato con scetticismo e sdegno lo invitavano a confrontarsi.
Disse che ciò che mostrava non obbediva al richiamo, ma rispondeva al vuoto. Non tentava di dimostrare la facoltà, ma invitava a ricordare che è già dentro.
Non cercava visibilità, tutto ciò che faceva lo faceva gratuitamente, anzi, tantissime testimonianze parlano della sua generosità e del sui aiuto agli altri.
Rol, rimane ancora oggi, un paradosso difficile da spiegare, forse.
Non chiedeva fede, ma invitava alla libertà.
Uno dei pochi interventi pubblici lo fece al telefono, intervenendo a una "Domenica In" su RaiUno, condotta da Raffaella Carrà e su invito di un ospite d'eccezione che era in studio, nonché suo grande estimatore, il regista Franco Zeffirelli. E anche in quell'occasione Rol non cercò visibilità per se stesso, ma pose l'attenzione sulla pace, invitando tutti a scendere in piazza per farsi ascoltare dai "governanti", per richiedere la formazione degli Stati Uniti del Mondo, un'idea tanto semplice quanto geniale. Prima le varie regioni d'Italia si facevano la guerra, poi la formazione della Repubblica pose fine a questo fenomeno. Lo stesso avvenne negli Stati Uniti d'America, proprio prima che fossero tali. Ugualmente si può dire per l'Europa. Ecco che gli Stati Uniti del Mondo, senza più eserciti ma con a capo persone dotte con l'obiettivo di ricercare il bene comune, porrebbe fine a ogni conflitto. E se state pensando che è utopia, perché ci sono troppi interessi personali dietro, ecco, avete proprio centrato il punto.
Ecco che emerge così la verità su quest'uomo, non un miracolo, ma un prodigio da replicare e seguire.
È la porta che tutti possiamo attraversare, se scegliamo di smettere di dormire.
Ma addentiamoci ora nella vita di Gustavo Aldolfo Rol e su cosa lo ha portato ad essere un personaggio così controverso, e vi anticipo che alla fine di questo racconto, se sarete in grado e sufficientemente "risvegliati", comprenderete che non vi è nulla di magico, o forse si, ma non la magia per come la intendiamo abitualmente.
Novembre 1925, dall'agenda personale di Gustavo Rol: "Ho scoperto una tremenda legge, che lega il colore verde, la quinta musicale e il calore. Ho perduto la voglia di vivere. Non scriverò più nulla."
Nelle pagine seguenti, troviamo una sola parola ripetuta tante volte: incubi, incubi, incubi…
Dopo quella scoperta, che Rol stesso definì "tremenda", passò un periodo di profonda crisi, tanto che pur avendo da soli tre mesi conosciuto a Parigi Elna, una bellissima e affascinante nobildonna norvegese, che poi diventerà sua moglie, e che gli starà silenziosamente accanto per tutta la vita, e pur essendo profondamente innamorato, decide di separarsi da lei per ritirarsi per tre mesi in un convento di Torino. Prenderà dal lavoro in banca un periodo di aspettativa per esaurimento nervoso.
Nel frattempo due eventi cambiano il corso delle cose, la morte del padre, che aveva sempre preteso fosse anch'egli un banchiere e l'appoggio della mamma. Subito dopo la morte del padre infatti, Gustavo come liberato e come se avesse adempiuto al suo dovere di figlio, si licenzia, dedicandosi poi alla compravendita di antiquariato. La mamma invece lo rasserena, dicendogli che non doveva spaventarti per i "poteri" che aveva scoperto di avere e che li avrebbe dovuti invece utilizzare per aiutare il prossimo. Cosa che infatti fece per tutta la vita come fosse una missione, fino all'ultimo giorno, e anche quando la salute non lo assisteva più al meglio.
Ma quali sono questi "poteri" così incredibili di cui pare fosse capace il dottor Rol?
Seconda guerra mondiale, San Secondo di Pinerolo, un generale nazista ordina di sparare ad un gruppo di partigiani rei di tradimento. Rol, all'epoca Capitano del Corpo degli Alpini, interviene mettendo a repentaglio la sua stessa vita:
"Generale questi ragazzi sono innocenti".
"E lei come fa ad esserne così certo", replicò il tedesco.
"Lo so. Allo stesso modo in cui posso rivelarle il contenuto del cassetto della scrivania della vostra casa di Amburgo, generale".
Il generale nazista tra la curiosità e la derisione sfidò Rol, dando la sua parola che se avesse indovinato avrebbe liberato quei partigiani. Rol non si limitò a rivelare quanto fosse presente nel cassetto, ma gli lesse anche il testo, altamente riservato, di alcune lettere contenute in esso. A quel punto il generale tedesco, forse per la parola data, ma molto più verosimilmente per paura dei poteri apparentemente sovrannaturali di quell'uomo, liberò gli ostaggi.
Si narra anche che, sparsasi la voce per l'accampamento, ogni sera Rol dava delle dimostrazioni delle sue capacità ai comandanti nazisti, in cambio della liberazione di ostaggi. Dimostrazione ne è, che diversi anni dopo la fine della guerra, il sindaco del Comune di San Secondo di Pinerolo, inviò un Ringraziamento Ufficiale al dott. Rol, per tutte le vite che seppe salvare durante la guerra.
Sempre durante il secondo conflitto mondiale lo stesso Mussolini lo ricevette, per chiedergli come sarebbe andata la guerra, in virtù delle voci che erano a lui giunte che Rol fosse un veggente, e questo avvenne nel momento in cui sembrava che Italia e Germania fossero destinate a stravincerla, quella guerra. Inizialmente Rol fu trattenuto dal rispondere, ma quando ricevette rassicurazioni sul fatto che non gli sarebbe stato fatto nulla, allora gli rivelò che la guerra era perduta. Un laconico "staremo a vedere" fu la risposta del duce.
Molteplici testimoni hanno intrecciato la vita di Gustavo Rol e furono testimoni di quelli che lui definiva "esperimenti", e che spesso avvenivano nel corso di serate in casa propria o a casa di amici. Le frequentazioni di Rol, durante queste serate, erano di persone borghesi, dottori, notai, artisti, scrittori, che rimanevano ammaliati e stupefatti da questi "giochi" così incredibili. La maggior parte dei suoi detrattori si concentra in particolar modo su questi "esperimenti" per additarlo come prestigiatore o talvolta peggio come ciarlatano. Ma perché mai un uomo distinto, sempre molto gentile ed educato, di estrazione sociale borghese, che rigettava la fama e la notorietà e tutto quello che faceva era a titolo gratuito o al massimo per aiutare persone in difficoltà, avrebbe dovuto fare tutto questo?
Se poi, a questo aggiungiamo il fatto che molteplici persone ancora oggi raccontano di essere state salvate o di essere state testimoni diretti di diagnosi di malattie fatte dal dottor Rol, solo guardando una persona o spesso anche a distanza, poi rivelatesi veritiere.
Racconti di chirurghi che si sono avvalsi delle "visioni" del dottor Rol durante interventi chirurgici per asportare tumori o che pur non riscontrando scientificamente un problema clinico, operavano affidandosi alla sua parola, trovando sistematicamente riscontro a quanto da lui dichiarato. Per maggior precisione del racconto, si sappia che il dottor Rol aveva conseguito, oltre alle lauree in Economia e Giurisprudenza, anche quella in Biologia Medica, quindi sapeva parlare del corpo umano con cognizione di causa.
Per poi arrivare ad avvenimenti ancora più inspiegabili, come oggetti lanciati contro una parete davanti a molteplici testimoni e riapparsi nelle stanze adiacenti. O quella volta che in presenza del suo amico Federico Fellini attraversò una recinzione in ferro presente all'interno del Parco del Valentino e camminò sulle acque di quello che ancora oggi è conosciuto come il laghetto delle papere.
Se vuoi davvero sapere come tutto questo sia possibile, tieni lo sguardo fisso in questa parola: consapevolezza.
Ho accennato prima a quella che Gustavo Rol definiva la "Tremenda Legge" e ora te la spiegherò, così potrai sviluppare la tua idea, Rol era un prestigiatore o un'illuminato?
LA TREMENDA LEGGE
Novembre 1925.
Dall'agenda personale di Gustavo Rol:
"Ho scoperto una tremenda legge, che lega il colore verde, la quinta musicale e il calore.
Ho perduto la voglia di vivere.
Non scriverò più nulla."
Nelle pagine seguenti, una sola parola, ripetuta ossessivamente: incubi, incubi, incubi…
Cosa può aver visto un uomo, per scrivere simili parole?
Rol, elegante, silenzioso, gentile, era un uomo che osservava ciò che gli altri sfioravano distrattamente.
Dietro quello sguardo calmo, qualcosa si agitava. Una conoscenza che non apparteneva più al mondo ordinario.
Immagina una stanza in penombra.
Un tavolo. Una candela. Un bicchiere d'acqua.
Tre oggetti comuni.
Eppure Rol li guardava come un alchimista guarda il crogiolo in cui l'universo si rivela.
Diceva: "Tutto vibra."
E aveva ragione.
Tutto ciò che esiste -la materia, la luce, il suono, perfino i pensieri- è fatto della stessa sostanza: energia condensata.
Un tavolo, una fiamma, una goccia d'acqua, persino la tua mano, sono fatti degli stessi mattoni invisibili: atomi.
E ogni atomo contiene un piccolo universo: protoni, neutroni, elettroni.
Particelle che non si fermano mai.
Vibrano. Si muovono. Danzano.
È la loro danza a dare forma a tutto.
Quando vibrano lentamente, la materia diventa solida.
Quando la vibrazione aumenta, si scioglie, diventa liquida.
E se la danza accelera ancora, la materia evapora, si fa invisibile.
Ghiaccio, acqua, vapore: la stessa sostanza, tre frequenze diverse.
Rol comprese che questo principio non vale solo per la materia, ma per ogni cosa.
Anche il colore, il suono e il calore non sono che vibrazioni.
Luce che vibra. Aria che vibra. Energia che vibra.
E ogni vibrazione parla lo stesso linguaggio, se sai ascoltare.
Fu allora che scoprì la connessione:
il colore verde, la quinta musicale e un preciso grado di calore condividono la stessa frequenza.
Tre chiavi per aprire la stessa porta.
Tre vie diverse che conducono allo stesso punto dell'universo.
Il verde — simbolo della vita, della rigenerazione.
La quinta — due note che insieme creano uno spazio armonico perfetto, risonanza pura.
Il calore — l'energia che trasforma ogni cosa che tocca.
Quando questi tre elementi si incontrano, la materia si indebolisce, si lascia attraversare.
Come se il mondo, per un istante, smettesse di essere solido e ricordasse la sua vera natura: vibrazione.
Rol non parlava di magia, ma di una fisica sottile, ancora sconosciuta alla scienza del suo tempo.
Diceva: "Non c'è miracolo. C'è solo conoscenza dimenticata."
Pensaci.
Quando una musica ti commuove, il tuo corpo cambia davvero.
Il battito accelera, la pelle si riscalda, gli occhi si riempiono di luce.
Quando osservi un tramonto, la tua chimica interiore si trasforma.
Quando ami, quando odi, quando temi, tutto in te vibra diversamente.
E ogni cambiamento dentro di te modifica ciò che ti circonda.
Perché sei parte della stessa trama.
Rol lo aveva compreso, la realtà risponde alla frequenza di chi la osserva.
Cambiare la vibrazione significa cambiare il mondo.
Come il calore trasforma il ghiaccio, così la coscienza trasforma la materia.
Per questo la chiamò tremenda.
Non perché malvagia, ma perché rivelava un potere immenso, quello di creare, distruggere o trasformare ogni cosa.
Un potere troppo grande per essere ignorato, o frainteso.
Da quel giorno, Rol non fu più lo stesso.
Passò notti insonni, in preda a visioni e intuizioni che lo consumavano.
Capì che la materia non era che un'ombra del pensiero, e che la mente, se libera dalle catene della paura, poteva attraversare il velo del reale.
Carte che passavano attraverso tavoli, oggetti che apparivano dal nulla, parole lette in libri chiusi.
Non erano trucchi. Erano dimostrazioni.
Messaggi cifrati per chi era pronto a comprendere.
Rol non chiedeva di credere. Invitava a ricordare.
Ricordare che tutto vibra.
Che ogni suono, ogni colore, ogni emozione, è una porta. Che noi stessi siamo energia condensata, spirito rallentato, luce diventata forma. E che modificando la nostra vibrazione, con un pensiero, con un sentimento, con un atto d'amore, possiamo cambiare la materia che ci circonda.
La Tremenda Legge non è un segreto da custodire.
È un invito a risvegliarsi.
A ricordare che il mondo non è fatto di cose, ma di frequenze.
Che non siamo corpi che pensano, ma pensieri che si sono fatti corpo.
Che non serve credere per vedere, basta vibrare alla verità per riconoscerla.
Aveva capito che noi siamo coscienza, al cui interno c'è un corpo fisico fatto di materia e come ogni materia, rispondiamo alla legge della vibrazione.
Rol lo sapeva.
E per questo, forse, scrisse: "Ho perduto la voglia di vivere."
Perché chi vede il tessuto dell'universo non può più tornare indietro.
Ha toccato il mistero.
E da quel momento, il mistero lo abita.
La Tremenda Legge non appartiene a Gustavo Rol. Appartiene a chiunque osi guardare oltre. A chi sente che la realtà è un respiro, una nota, un colore. E che basta cambiare ritmo per cambiare destino.
Non è magia.
È consapevolezza.
E tu, ora che conosci la legge,
hai due possibilità:
dimenticarla o cominciare a vibrare.
Siamo giunti alla fine di questo viaggio e quanto ci consegna il dottor Rol è via, una traccia da seguire:
- Risveglia l'attenzione, sii presente e smetti di ignorare ciò che pulsa dentro.
- Ricorda il tuo spazio originario, chi sei sempre stato, prima dei ruoli, prima delle paure.
- Riprogramma la tua frequenza e scegli di vibrare con la verità, non con il condizionamento.
- Rinasci nel mistero e incarnati come opera unica, non come copia.
Rol non chiedeva imitazione. Chiedeva presenza.
Non chiedeva di credere. Chiedeva di ricordare.
Ricorda la tua frequenza. Ricorda la tua origine.
Ricorda che non sei un corpo che vibra, sei una vibrazione che ha scelto un corpo.
Se senti questo richiamo, non sei un osservatore. Sei già oltre il velo. Sei l'alchimista nella stanza segreta. Questa è The Alchemist Society.
